Cora Savorgnan di Brazzà

La Contessa Cora Ann Slocomb Savorgnan Di Brazzà nacque a New Orleans il 7 di Gennaio di 1862. Era figlia di Cuthbert Harrison Slocomb, capitano della Washington Artillery, e Abby Sarah Day Slocomb. Ricevette un'educazione di primo ordine, fino la scomparsa del suo padre, a New Orleans e a i suoi tredici anni, incomincio a viaggiare. Cosi, imparò il Tedesco nella Germania, il Francese nella Francia, e completò la sua educazione nell'Isola di Wight. La sua prima visita in Italia fu in 1887, quando conobbe il Conde Detalmo Savorgnan di Brazzò. Parlava  scorrevolmente quattro lingue, e faceva lei stessa i disegni per le sue scuole di merletti. Le Scuole Cooperative di Brazzà, vinsero la medaglia d'oro all'Esposizione mondiale di Chicago del 1893, di Parigi del 1900, di Londra del 1904, di Liegi del 1905 ed altri prestigiosi premi.

"Gia al suo arrivo a Brazzà nel dicembre del 1887, subito dopo il matrimonio con mio nonno a New York, si era scatenata in una massa di attivita. Aveva rimesso in ordine la villa, piantato il parco, scavato un laghetto a forma di trifoglio, la sua pianta preferita.


Disegno da Cora Savorgnan di Brazzà, fatto per la publicittà delle sue scuole, nel 1892

Aveva creato la Scuola Merletti di Brazzà, che copiava i merletti di Burano del settecento veneziano, piu tardi esposti all'esposizione di Chicago. Aveva fondato le Industrie Femminili Italiane (col patrocinio della regina Margherita di Savoia). Aveva rianimato la vita locale del Friuli con una serie di esposizioni agricole e artigianali."
" Viveva tra Brazzà, Roma, New York e New Orleans. Dal 1895 aveva lottato per tre anni con successo contro la giustizia americana per salvare dalla sedia elettri­ca una emigrante italiana (non ammetteva che "la prima donna sulla sedia elettrica", come annunciato dalla stampa, fosse un'italiana).

Sebbene di fede protestante, aveva incontrato i papi Pio X e Leone XIII, il quale ultimo la aveva incaricata di una mis­sione presso il presidente americano Theodore Roosevelt."

"Ma nel 1906 si inizio la tragedia della malattia mentale della nonna Cora. Si tratto di un processo di ispessimento delle ossa craniche (morbo di Paget), forse facilitato dalla estrema stanchezza fisica e mentale prodotta dalle sue soverchie e troppo impegnative attivita. Trovandosi a Bologna, venne internata nel nosocomio di Imola, diretto dal' eminente psichiatra Cesare Ferrari, dove disponeva di un appartamento a pagamento tutto per lei."
"Quando mori, il 24 agosto 1944, a ottantadue anni, ventiquattro anni dopo il nonno Detalmo, i suoi occhi color acquamarina erano rimasti quelli di un tempo".

Così la ricordava suo nipote Detalmo Pirzio-Biroli nel suo exquisito libro "Finestre e Finestrelle su Brazzà e Altrove"