Castello di Brazzà
Villa Savorgnan Pirzio-Biroli

 

Brazzà, antico avamposto romano dei possedimenti aquileiesi, poi denominato "Braitan" e "Braztan" e nel 1000 "Bratka".

Le prime notizie sul Castello risalgono al 983 d.C

Nel 1357 Pietro Savorgnan di Cergneu, figlio di Detalmo, a sua volta figlio di Corrado di Savorgnano, fortifica il Castello di Brazzà superiore, mentre nel 1372 Francesco Savorgnan di Cergneu e di Brazzà, figlio del predetto, comprende nell'opera anche Brazzà Inferiore, localita S. Andrea.

Brazzà e un raro esempio in Friuli di castello medioevale in cui la torre, le mura e il mastio hanno mantenuto inalterate le caratteristiche originarie dell'XI secolo, nonostante il grave incendio che li colpi il 27 febbraio del 1511, quando Antonio Savorgnan della Torre e di Brazzà guidó la rivolta dei villani del contado contro i nobili non fedeli a Venezia.

Adiacente alle strutture del Castello si trova la Cappella gentilizia di San Leonardo, eretta tra il 590 e il 604 d.C., come testimonia un documento, firmato da Gregorio Magno, con richiesta, a Gisulfo primo duca Longobardo del Friuli, di tagliare alcuni alberi "in partibus Bratkas" per la costruzione di una cappella destinata a fare da centro della X regione religiosa. La Cappella, il cui edificio attuale e ricostruito dopo i numerosi terremoti, sulla pianta originaria e riportata in una carta geografica vaticana dell'XI secolo con l'indicazione "S. Leonardus de Bratka pago".

Villa Brazzà, datata alla fine del XVIII secolo, ricostruita nel 1920, dopo l'incendio subito durante l'occupazione austriaca, sulle mura perimetrali originarie con progetto dell'architetto Provino Valle.

Di notevole interesse il Parco ottocentesco in stile inglese, ispirato alle creazioni del progettista di corte Lancelot Kapability Brown, costruito tra il 1870 e il 1890 dall'americana Cora Slocomb, moglie di Detalmo Savorgnan di Brazzà e Cergneu, padre di Idanna, andata sposa al Generale Giuseppe Pirzio-Biroli