La Joibe Grass
di 1511

La Serenissima Repubblica di Venezia era, nel primo sedicesimo seccolo, uno dei piu importanti centri culturali dell'Europa.
Non avendo mai conosciuto il feudalesimo, essendo stata retta fin dalle origini da una democrazia aristocratica, era un'oasi di liberta. Come tale fu a un tempo un polo dell'umanesimo rinascimentale e un rifugio per i perseguitati della Controriforma.

Nei secoli 14” el5” l'Italia nord-orientale era suddivisa fra tre stati: la Repubblica di Venezia a ovest; il Patriarcato di Aquileia col Friuli al centro (Udine e Pordenone); i domini dell'Impero Asburgico a est (Gorizia e Trieste).

Nel Friuli, e nell'ambito del Patriarcato di Aquileia, la casata dei Savorgnan eserccitava una vera e propria "Signoria", l'unica del nord-Italia di allora.


I Savorgnan avevano sempre parteggiato per Venezia contro l'Impero Asburgico. Erano a capo del partito dei "Zamberlani" che rappresentava le masse contadine ele borghesie cittadine, e si opponeva al partito degli "Strumieri", espressione della nobilta castellana favorevole agli Asburgo. AllorchŽ la Repubblica di Venezia estese i suoi possessi di terraferma fino a comprendere anche il Friuli (1420), i Savorgnan ne divennero i rappresentanti politici e i difensori militari contro le mire asburgiche.

I Savorgnan figuravano allora divisi in due rami principali:

- il ramo dei Cergneu e Savorgnan del Monte, che abitavano il Castello di Brazzà Inferiore ed il Monte fortificato di Osoppo;

- il ramo dei Brazzà e Savorgnan della Torre, che abitavano il Castello di Brazzà Superiore, la attuale nostra residenza.

I rapporti fra le due casate del Monte e della Torre restarono ottimi fino al 1510, per cui poterono dividersi il dominio del Friuli senza difficolta, a partire dal loro feudo principale dei Castelli di Brazzà Inferiore e Superiore e delle fortificazioni di Osoppo a difesa della Repubblica di Venezia.

A partire dal 1508 era in corso la guerra della Lega di Cambrai contro Venezia, per la quale si erano coalizzati Massimiliano I d'Asburgo, Papa Giulio II, Luigi XII di Francia e Ferdinando di Aragona.
Il momento della guerra piu difficile per il Friuli fu l'anno 1511, quando Girolamo Savorgnan del Monte riusci a difendere per sei mesi il Forte di Osoppo dall'assedio di un esercito di Massimiliano I d'Asburgo che fini per doversi ritirare senza successo.

Come si e detto, nel 1511 la pace era finita fra le due casate dei Savorgnan del Monte e della Torre. E perchŽ di fronte alla grande offensiva degli Imperiali, Antonio Savorgnan della Torre si scatena contro tutti i nobili senza discriminazioni, minacciando e calunniando anche i parenti che si erano schierati contro gli Imperiali.

Girolamo Savorgnan dal Monte, condottiero comandante delle difese veneziane sulle Alpi Carniche con base al Forte di Osoppo, ovviamente non segui Antonio il quale invece ebbe stranamente al suo fianco anche alcuni esponenti della nobilta castellana favorevole agli Imperiali.

La personalita e la condotta di Antonio Savorgnan della Torre restano tuttora un mistero.

Ci si domanda se egli di fatto non abbia tentato di associare alla lotta contro gli Imperiali anche una lotta contro i Savorgnan del Monte per il predominio in Friuli, rompendo cosi l'armonia fra le due casate Savorgnan.

Ci si domanda altresi se Antonio, nel dubbio di poter vincere contro i del Monte, non sia virtualmente passato da parte imperiale tradendo Venezia. A riprova c'e la circostanza che l'anno successivo (1512) Antonio fu assassinato in Austria da sicari veneziani.

Avvenne cosi che nel Martedi Grasso del 1511 (25 febbraio) la lotta esplose senza esclusione di colpi. Il Castello di Brazzà Superiore, dimora di Antonio, chiamata da molti storiS;i la "Casa di Antonio a Brazzàcco", venne dato alle fiamme dai "Zamberlani" antimperiali (27 febbraio) che combattevano gli "Strumieri", fedeli agli Asburgo. Eppure alcune versioni storiche danno per presenti, alla distruzione dei castelli, anche gli "Strumieri". La vendetta nei confronti di Antonio con l'incendio della sua casa, la "casa del capitano" al Castello di Brazzà appare chiara.